innovazione & technologia

Prove e collaudi

Si consiglia di sostituire il casco casco almeno entro 5 anni e ovviamente dopo un qualsiasi incidente o impatto violento. Anche se il casco sembra non averne risentito, l’energia assorbita durante un urto altera indubbiamente la forma dell’EPS (calotta interna in polistirene espanso sinterizzato), che poi risulta inefficiente.

 

La qualità dei caschi per moto è garantita da norme internazionali di omologazione che stabiliscono il livello minimo di sicurezza. La norma vigente in Europa è la ECE 22.05. Tutti i caschi prodotti da Lazer sono conformi a tale norma, sebbene i nostri criteri di qualità e sicurezza spesso la superino. I caschi Lazer rispettano anche altre norme ufficiali a livello mondiale. Ogni anno, migliaia di caschi vengono collaudati e distrutti da laboratori certificati (10 caschi ogni 3200 esemplari prodotti), affinchè i caschi Lazer garantiscano sicurezza, comfort e altissima qualità.

 

Lazer invia all’organismo di certificazione una serie di caschi scelti a caso dalla linea di produzione che vengono sottoposti a condizioni estreme per 24 ore. Alcuni caschi vengono sottoposti a temperature di – 20 °, altri in forno a 50°, altri ancora vengono passati sotto un getto d’acqua per vari minuti, così da simulare le diverse situazioni climatiche a cui il casco può essere soggetto.

 

In seguito, vengono effettuati una serie di test nelle tre condizioni descritte in precedenza (freddo, calore, umidità).

 

Le prove della norma di certificazione ECE 22.05

 

Prova di assorbimento degli urti

Il casco viene posizionato su una testa artificiale e scagliato su un’incudine da un’altezza di 3 m. L’accelerazione trasmessa alla testa viene rilevata da sensori tridimensionali posizionati all’interno della stessa. In questo modo, 4 punti predeterminati sul casco vengono testati in successione. La norma fissa un tetto di valori che vengono rilevati durante la prova e che il casco non deve superare.

 

Prova di resistenza sistema di chiusura

Una massa di 10 kg viene collocata sulla parte anteriore o posteriore del casco e lasciata cadere da un’altezza definita per misurare la tendenza del casco ad essere scalzato, sia dalla parte anteriore all’indietro che da quella posteriore in avanti.

 

Prova di scalzamento

La caduta di un peso di 10 kg fissato alla parte anteriore o posteriore del casco permette di rilevarne la capacità di scalzamento dalla testa, da dietro in avanti e viceversa.

 

Prova di scivolamento

Il casco viene premuto con forza verso il basso contro una piastra che simula il suolo, su cui è presente un bordo di 2 cm. Il casco viene quindi proiettato orizzontalmente a grande velocità contro il bordo, per verificare che nessuna sporgenza del casco possa rimanervi impigliata.

 

Prova della visiera

La visiera deve resistere senza rompersi all’impatto con un proiettile lanciato ad alta velocità. In seguito, la visiera viene colpita da un getto di sabbia ad alta pressione, per verificarne la resistenza alle abrasioni. La qualità ottica delle visiere viene sottoposta a un attento esame per garantire una visione ottimale in ogni circostanza.

 

Etichetta di omologazione

Una volta superate le prove descritte sopra, un’etichetta viene cucita sul cinturino del casco per attestarne l’omologazione. Il marchio di certificato comprende :

  • un cerchio che riporta al suo interno la lettera E (per la norma europea ECE 22.05)
  • il numero specifico del paese che ha rilasciato l’omologazione : 1 Germania, 2 Francia, 3 Italia, 4 Paesi Bassi, 5 Svezia, 6 Belgio, ecc.
  • il numero di omologazione del modello, che inizia con 05 (norma 22-05)
  • una lettera dopo un trattino:
    “J” se il casco è sprovvisto di protezione mascellare,
    “P” se il casco è provvisto di protezione mascellare integrale,
    “N” se il casco è provvisto di protezione mascellare non integrale,
  • un gruppo di cifre che rappresenta il numero di serie di produzione