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23 Luglio 2015 - Piloti

Incontro con il campione di Enduro, Cedric Melotte

Cedric Melotte ha più di una freccia al suo arco. Questo campione di MX3, MX2 ed MX1 che ha partecipato al Campionato del Mondo di Enduro, oggi organizza escursioni in Piemonte che combinano le sue due passioni, lo sport e la gastronomia. Per gruppi da 8 a 11 piloti, ogni volta è un’avventura straordinaria, culinaria e sportiva in uno splendido paesaggio a 2500 metri di altitudine. Il campione ci fornisce aneddoti, esperienze e alcuni suggerimenti.

 

Come hai iniziato ad andare in moto?

Ho visto mio padre andare in moto. Ho avuto la mia prima moto quando avevo 4 anni e sono diventato professionista a 15 anni, quando ho partecipato al mio primo Gran Premio. Quando ho comiciato ad andare in bicicletta avevo dei problemi a trovare l’equilibrio, ma sulla moto, sono andato via spedito da subito.

 

Come si diventa un campione?


Devi sempre ricominciare da capo, esercitarti ogni giorno. Gara dopo gara, plasmi te stesso nella guida, nel fisico, nel carattere, nella tua propria identità. Poi ti stabilizzi intorno al 10° posto. Un giorno sei sul podio e ti chiedi che cosa è cambiato. Mi sono sempre allenato. Anno dopo anno, sono migliorato. Quando il mio turno per vincere è arrivato, non ho capito perché. Era la necessaria conseguenza del lavoro e di tutto quello che era successo prima. Ci vuole sicuramente talento e anche fortuna. Il fattore fortuna è importante. Con 40 piloti in competizione, ogni fine settimana, per vincere, i biglietti sono cari.

 

Cosa ne pensi della moto su strada?

Penso che la moto su strada sia molto pericolosa. Non ho mai guidato una R1, R6 o una moto super sport sulla strada. Se voglio farlo, vado al circuito di Mettet o di Zolder. Dove si può davvero guidare. Sulla strada guido grossi scooter, un Tmax per esempio, non di più. Mi dà l’impressione della pura corsa in moto.

La Moto GP è fantastica. Ma a ciascuno il suo sport. Sempre le stesse svolte, sempre gli stessi punti di frenata inginocchiandosi al limite, questo mi piace. Io rispetto quello che Rossi e Marquez stanno facendo, lo trovo fantastico e ne sono molto colpito. Mi piace guardare, ma non ho la concentrazione che hanno loro per farlo.

 

Qual è la tua moto attualmente?


Guido una WRF messa a disposizione dal team Yamaha con il quale sono 2° nel Campionato del Belgio di Enduro a distanza di due punti dal primo, Cédric Kremer. Questa moto è divertente da guidare, senza farsi prendere troppo la mano.

 

Enduro contro Cross: cosa ne pensi?


 

Il Cross è come una gara di Formula 1, come la Moto GP. L’Enduro è come un rally. C’è un circuito speciale di 70 km che ci separa. In 4 turni su 7 a 9 ore, metti insieme i tempi migliori.

Ho interrotto il Cross perché adesso ci sono più incidenti. Sulle piste del super cross girano troppo in fretta. È molto più impegnativo, salti tripli e cadute da evitare. Stavo correndo troppi rischi. Oltre 20 giri in 40 minuti, devi essere sempre preciso con acrobazie e salti folli.

 

Qual’è il tuo equipaggiamento?


 

In passato, indossavo un casco di un altro marchio. Dopo una giornata di gare, il mio collo era indolenzito. Dal momento che sono passato all’MX8 Pure Carbon Lazer, di 200g più leggero, tutto è cambiato. Non si sente il peso del casco. Di solito sono felice di togliermelo, ma in questo caso non me ne accorgo neanche più. Si tratta di una effettiva comodità e di un piacere assoluto.

I caschi si sono evoluti. Dopo l’ondata dell’ 89/90, è arrivato il casco con mentoniera flessibile. Poi c’è stato l’integrale, che ha aiutato con i problemi della pioggia di pietre e fango lanciati dalle altre moto.

Nel 2006/2007 è arrivato il Leatt Brace per evitare il colpo di frusta. Ma non è questo il vero problema. Il punto fondamentale è la disinvoltura. Dovrebbe essere come per le marionette, è necessario sapere come cadere, ma con scioltezza. Se si bloccano tutte le parti attorno al casco, l’impatto si riflette su un’altra parte del corpo.

 

Durante le vostre avventure in Piemonte quali sono le sfide per i partecipanti e per te?


 

 

Inizialmente, i piloti sono piuttosto stressati. Hanno paura di farsi male. Si aggrappano al manubrio mentre dovrebbero essere rilassati sulla moto. Hanno bisogno di essere rassicurati e mantenuti in condizioni di sicurezza. Il primo giorno devono gestire il terreno di alta montagna, le pietre, le situazioni che non necessariamente conoscono. A volte è un pò difficile. In generale, il giorno successivo è già decisamente meglio. Due giorni dopo, si rilassano. Nell’arco di tre giorni, l’evoluzione è notevole.

La moto ecologica ha uno spirito diverso. Bisogna dare molti consigli. Le discese, per esempio, vengono effettuate a motore spento, a volte per 20 km. È essenziale essere molto concentrati per prendere il percorso migliore e mantenere l’inerzia per evitare lo spegnimento. Bisogna imparare a lasciare andare il freno molto prima. La discesa è anche molto fisica. In salita ci si può sedere. Non in discesa.

Il dispendio energetico è importante in quanto dobbiamo essere al meglio per frenare e bilanciare la macchina. Dobbiamo stare ritti sugli avambracci e sulle gambe, fa male, se non si è sufficientemente allenati è difficile, ma divertente. La bellezza dei paesaggi e della gastronomia locale sono la ricompensa giornaliera!

 

17 Aprile 2012 - Piloti

Vittoria della squadra Bellegazelles in Mot-quad

15 Novembre 2011 - Piloti

Simeon chiude il 2011 con il miglior risultato della stagione

Xavier Simeon ha concluso il Generali GP della Communità Valenciana in ottava posizione, il suo miglior risultato nel Campionato del Mondo in Moto 2 nella categoria esordienti . Il ventiduenne si è dimostrato in gran forma per tutto il weekend e, dopo essersi qualificato ieri ottavo, è stato in grado di difendere la sua posizione fino alla fine, guadagnando 8 punti nel campionato.

Sources :
http://paddocktalk.com
http://www.rtl.be

 

24 Agosto 2011 - Piloti

MX8 Islanda

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08 Agosto 2011 - Piloti

Desalle batte un colpo in Repubblica Ceca

Proprio quando sembrava ormai in balia di Tony Cairoli, Clement Desalle è tornato a battere un colpo nel Gp di Repubblica Ceca del Mondiale Motocross MX1. Il portacolori della Suzuki ha centrato a Loket il suo quarto successo stagionale, ma soprattutto è riuscito per la prima volta a tornare sul gradino più alto del podio da quando si era infortunato una spalla correndo nel campionato belga.

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